Da alcuni decenni Adriano Olivetti, l’imprenditore innovatore del secolo passato, aveva scoperto l’importanza di un’impresa socialmente “responsabile”.
Responsabile non solo nei confronti dei dipendenti, ma dell’intero territorio nel cui contesto l’azienda operava. Realizza così una vera innovazione, che non si limitava alla produzione, ma che si estendeva ai modelli e metodi di organizzazione del lavoro: infatti, nella sua visione, il compito non doveva fermarsi alla distribuzione di lavoro e ricchezza. Fini più alti attendevano l’impresa: dalla diffusione di cultura, arte e bellezza alla erogazione di servizi di alta qualità, fino al dotare il lavoratore del bene più importante, e cioè
una capacità critica di pensiero.
Credeva altresì che avere dipendenti felici, aiutarli nelle cose piccole e grandi della vita, come avere una casa, mettere su famiglia, curare i bambini, educarli alla lettura e alla cultura, avrebbe creato serenità, e che in fondo avrebbe anche aiutato l’impresa a produrre di più e meglio. Una migliore qualità della vita si traduceva in una migliore qualità di prodotti e servizi. Adriano Olivetti pensava, infatti, che curare il benessere dei dipendenti e avere attenzione al territorio fossero finalità sociali che spettavano all’impresa, così come remunerare i soci investitori e gestire bene i processi aziendali.
La cultura del lavoro tipica del metodo di Adriano Olivetti è stata studiata e diversi sono stati i tentativi di imitazione, tornando ad essere attuale pur con gli adattamenti che le leggi, gli usi e le culture dei vari paesi richiedono. Negli ultimi tempi molte aziende di consulenza, filosofi, osservatori sociali e uomini di pensiero stanno riscoprendo e rivalutando la sua figura e il suo pensiero, affermando la necessità di un sistema di welfare a misura del dipendente e di un clima aziendale felice affinché l’azienda abbia maggiore possibilità di
successo.
Modalità: Trekking urbano di circa 180 minuti
Il percorso presenta barriere architettoniche e pertanto non è idoneo a persone con ridotta mobilità.
Sono necessarie scarpe comode. In caso di pioggia impermeabile e ombrello.
Lingua: Italiana, salva diversa esigenza
Percorso
La nostra proposta vuole evidenziare proprio i valori del welfare olivettiano -“cultura del lavoro, genialità, innovazione e comunicazione”-, promuovendo un itinerario turistico che percorre la strada più bella del mondo, così come la definì Le Corbusier negli anni ’50, che ha fatto da “ambientazione” della vita nella Fabbrica, dei progetti di innovazione e di coraggio imprenditoriale che resero unica la storia industriale di Olivetti, dei modelli di welfare sanitario e culturale e, quindi, degli elementi che resero straordinaria la comunità de lavoratori di questa impresa.
L’itinerario inizia dai luoghi di produzione e in particolar modo dal Consiglio di Fabbrica delle Officine ICO; di seguito accompagna nel cuore del centro culturale, la Palazzina dei Servizi Sociali, con ingresso nella ex Biblioteca ed affaccio sulla terrazza. Qui il visitatore ha l’opportunità di immergersi nel vivo nlla mostra “Innovare con umanità: Ivrea e la visione di Adriano Olivetti” , percorso nell’innovazione culturale, segno distintivo della visione sociale di Adriano, grazie ad un percorso tra materiali inediti su Adriano stesso e il suo
rapporto con filosofia, politica, editoria, cultura, urbanistica e arte.
La visita prosegue nei luoghi della vita comunitaria: la mensa e l’area esterna del GSRO, Gruppo Ricreativo Sportivo Olivetti. A seguire l’itinerario torna sulla Via Jervis per raggiungere il Quartiere Castellamonte, esempio di modello residenziale integrato nel sito industriale, con visita interna di un appartamento di “Talponia”. Termina al centro direzionale, Palazzo Uffici, con ingresso nell’atrio monumentale.
Poiché gli edifici sono tutti privati, l’ingresso é condizionato all’osservanza di alcune misure e procedure e all’invio di dati personali dei partecipanti. L’autorizzazione può comunque essere negata per ragioni di sicurezza o di lavori di manutenzione interna.